Telefoni spia, tutela della privacy e investigazioni private
giovedì, 20 aprile 2017 / Published in News

In un’epoca in cui la comunicazione è dominata da strumenti tecnologici ,i servizi legati alla tutela della privacy sono sempre più richiesti. Smartphone, tablet e pc sono ormai indispensabili per svolgere personali e professionali e ci accompagnano ovunque. I device che utilizziamo per scambiarci informazioni e connetterci a Internet hanno cambiato radicalmente il nostro modo di vivere e di lavorare, ma ci espongono a rischi e minacce che spesso tendiamo a ignorare.

Pensiamo allo smartphone, per esempio, e ai dati sensibili che può contenere: contatti personali, mail di lavoro, tracciamento dei nostri spostamenti tramite GPS, dati bancari.In questo scenario è in costante aumento l’uso di programmi spia:software che vengono installati su telefoni e tablet per trasformarli in strumenti di controllo. Se in passato l’unico modo per manomettere i dispositivi era un intervento “fisico” sul device (che obbligava a sottrarlo e collegarlo a un pc), i telefoni di nuova generazione offrono nuove soluzioni ai malintenzionati, consentendogli di intervenire anche da remoto.

TELEFONI SPIA: COME DIFENDERSI?

L’uso di telefoni spia è riscontrato sempre più di frequente dagli investigatori privati, sia in ambito familiare che lavorativo. Mariti gelosi, competitor, soci in affari, stalker…sono moltissime le persone potenzialmente interessate a spiarci. Per proteggersi è buona norma non lasciare incustoditi i nostri dispositivi, oltre a utilizzare password sicure e segrete. È inoltre utile osservare alcuni indicatori che potrebbero segnalare le manomissioni, come un consumo anomalo della batteria o malfunzionamenti improvvisi.

La soluzione più efficace per risolvere il problema è tuttavia quella di affidarsi a professionisti specializzati in ricerca microspie e analisi forense. Nata nei dipartimenti di polizia degli Stati Uniti, l’analisi forense consente di analizzare in profondità lo stato delle periferiche di archiviazione (dalla chiavetta USB allo smartphone), individuando eventuali violazioni. Le indagini, oltre a ripristinare la propria privacy perduta, consentono di rintracciare i responsabili degli abusi e di assicurarli alla giustizia con prove concrete e certificate.

SPIARE I PROFILI DEI PARTNER
giovedì, 23 febbraio 2017 / Published in News

Spiare il partner è reato, anche se il controllo avviene attraverso sistemi informatici. Secondo la Polizia Postale sono in costante aumento le querele contro coniugi accusati di intrufolarsi abusivamente sui profili Facebook o nelle caselle di posta elettronica. L’obiettivo principale delle violazioni è la volontà di scovare messaggi compromettenti e prove di adulterio. Un fenomeno diffuso, ma non per questo meno pericoloso e lesivo della privacy. Il dovere del coniuge alla fedeltà non intacca infatti il suo diritto alla riservatezza.

Dal 1993, il Codice Penale ha esteso la sua tutela anche allo spazio virtuale delle persone. In base alle disposizioni introdotte, accedere senza permesso ai sistemi informatici protetti da misure di sicurezza è un reato, e può comportare fino a tre anni di reclusione. Le indagini fai da te si trasformano così in un boomerang, e il partner che cerca conferme di tradimento finisce per trovarsi nei guai con la giustizia.

INVESTIGAZIONI PER INFEDELTÀ CONIUGALE E TUTELA DELLA PRIVACY

Ottenere le prove di infedeltà coniugale è spesso una necessità, soprattutto per far valere la propria posizione delle cause di divorzio.Accertare un tradimento significa infatti dimostrare la violazione dell’art. 143 del Codice Civile, che elenca i diritti e i doveri dei coniugi. Le investigazioni per infedeltà coniugale nascono proprio per questo: per verificare i sospetti di tradimento in modo assolutamente legale.

Il ricorso a un investigatore privato consente infatti di documentare le frequentazioni del partner in tutta sicurezza. La profonda conoscenza del quadro normativo, e dei più moderni strumenti di sorveglianza, permettono di agire con efficacia e nel totale rispetto della legge. Grazie a un’indagine personalizzata il coniuge tradito potrà disporre di un dossier accurato, e di prove inattaccabili e ammissibili in sede processuale. Se spiare il partner in modo maldestro è reato, affidarsi a un investigatore privato è la soluzione più semplice per ottenere la separazione giudiziale e tutti i benefici associati.

 

Ricerca di microspie e bonifica, quando servono?
lunedì, 21 novembre 2016 / Published in News

La ricerca di microspie è l’arma più efficace per proteggere la tua riservatezza dalle nuove insidie legate all’evoluzione tecnologica. Le moderne cimici hanno infatti dimensioni estremamente ridotte e sono sempre più facili da installare. Per spianare la strada a un concorrente in affari con cattive intenzioni basta un microfono ben piazzato. Ci hai mai pensato? Un minuscolo dispositivo posizionato all’interno del tuo ufficio o nella sala riunioni è sufficiente a svelare tutte le conversazioni con collaboratori e clienti, minacciando la riuscita di qualsiasi operazione.

Per gli attacchi alla privacy non si impiegano soltanto microspie tradizionali, ma anche i device elettronici che usiamo tutti i giorni. La semplice installazione di programmi spia su computer, tablet e smartphone può trasformarli in rischiosi strumenti di controllo. Chi ti sta sorvegliando, oltre ad ascoltare quello che dici e vedere cosa fai, si garantisce così l’accesso a un’infinità di dati preziosi: dai messaggi alle mail, fino al tracciamento dei tuoi spostamenti attraverso il gps.

 

RILEVARE LE MICROSPIE: INDIZI E BONIFICA PROFESSIONALE

Vuoi sapere se i tuoi ambienti lavorativi e domestici sono davvero sicuri? Ecco alcuni campanelli d’allarme che potrebbero richiedere una consulenza professionale per la ricerca di microspie:

  • Nonostante gli accorgimenti le informazioni segrete continuano a trapelare e la concorrenza anticipa con troppa rapidità le tue mosse.
  • Il telefono si comporta in modo anomalo: cambiamenti di volume, squilli a vuoto, fruscii o scariche inattese sono segnali da non sottovalutare.
  • Interferenze inusuali su radio, tv e altri dispositivi elettronici: le frequenze potrebbero essere utilizzate per le intercettazioni.
  • Effrazioni sospette: quante volte hai sentito dire “sono entrati i ladri ma non hanno rubato nulla”? Spesso non si considera che lo scopo della visita potrebbe essere proprio l’installazione di cimici per sorvegliare la vittima.
  • Comparsa di oggetti misteriosi: ninnoli e piccoli soprammobili possono agevolmente nascondere microfoni e microspie.

Di fronte a questi e altri segnali, l’azione più efficace è richiede il parere professionale di un esperto nella ricerca di microspie, in grado di bonificare l’ambiente e ripristinare subito la sicurezza.

Normativa sulla Privacy
mercoledì, 02 novembre 2016 / Published in News

Un’agenzia investigativa per svolgere il proprio lavoro deve attenersi alle norma che regolano la Privacy e il trattamento dei dati personali. Attraverso l’avanzamento delle nuove tecnologie e le abitudini la vecchia normativa che risale al 1995 viene a mancare su molti aspetti. Il nuovo regolamento stilato dall’Unione Europea avrà subito effetto, senza avere riferimento alle leggi nazionali. Lo stesso avrà effetto su tutti coloro che trattano dati riguardanti cittadini che risiedono nei paesi europei, indipendentemente se si tratta di agenzie con sene in Europa o fuori dal territorio.

In una breve lista diamo atto di ciò che si intravede nel nuovo regolamento :

  1. La normativa introduce il concetto di “Accountability”, ovvero attribuzione di responsabilità a tutti i soggetti coinvolti nel trattamento dei dati di privacy. Ogni soggetto coinvolto nella gestione dei dati sarà tenuto a documentare tutti i passaggi eseguiti, ovvero ogni singola manipolazione di un dato di privacy deve poter essere attribuita ad un signolo soggetto aziendale in maniera trasparente.
  2. L’informativa sulla privacy dovrà essere semplice, chiara e immediata, senza riferimenti normativi, per agevolare un comportamento consapevole da parte dell’utente. L’espressione del consenso non dovrà più essere un’azione formale (una firma autografa o la spunta di una casella), ma potrà essere semplicemente un’azione di consapevolezza, purché la stessa sia inequivocabile, come ad esempio continuare ad usufruire di un servizio online.
  3. Il nuovo regolamento renderà più semplice l’accesso ai dati dopo l’atto di sottoscrizione, per eventuali modifiche, integrazioni o cancellazioni: il titolare del trattamento dovrà consentire all’utente di poter accedere gratuitamente e in modo semplice alle informazioni in qualsiasi momento.
  4. Viene introdotto il Privacy Impact Assessment, un documento che dovrà indicare nello specifico quali dati vengono trattati da una determinata azienda e in che modo, quali sono possibili rischi associati al trattamento e quali le possibili strategie da implementare per minimizzare tali rischi.
  5. Scompare l’obbligo della notificazione al Garante per la Privacy. Diverrà invece obbligatorio documentare adeguatamente tipologie, finalità e metodologie del trattamento attraverso un “registro dei trattamenti”, che dovrà indicare quali soggetti interni all’azienda sono autorizzati a trattare le informazioni personali degli utenti.
  6. Sarà introdotta la figura del Data Privacy Officer, un responsabile interno all’azienda a cui sarà affidato il compito di verificare la corretta implementazione delle procedure dal Privacy Impact Assessment, che egli stesso dovrà predisporre. Il Data Privacy Officersarà la figura di riferimento che si interfaccerà con il Garante della Privacy in caso di necessità.
  7. Sarà introdotto il concetto di Privacy by Design: Le procedure per il trattamento dei dati personali andranno concepite e formalizzate prima di iniziare l’attività di raccolta. Il trattamento non dovrà più essere concepito come un rimedio da applicare “alla fine” della relazione con l’utente, ma come un processo aziendale integrato di cui la relazione con l’utente è parte effettiva.
  8. La violazione dei dati personali in possesso ad un’azienda, come la perdita, la divulgazione accidentale o la modifica non autorizzata, dovrà essere notificata entro 72 dall’evento. La procedura di notifica, che prende il nome di Data Breach Notification, è regolamentata da norme precise e prevede che siano informati sia il Garante che i soggetti titolari dei dati violati.
  9. Il nuovo regolamento introduce il “diritto all’oblio” e il “diritto alla portabilità” dei dati personali. Il titolare dei dati avrà diritto di richiedere in qualsiasi momento la cancellazione totale dei dati oppure il loro trasferimento, in modo automatico e a carico del fornitore, ad un’altra azienda.

 

Un cambiamento organizzativo e culturale che sarà unico per tutti i paesi membri, favorendo un approccio valoriale alla questione della Privacy.